Pagina:Rime (Andreini).djvu/307


TAVOLA. 295

Alla Sig D. Vittoria Doria Gonzaga.

De’ tuoi meriti illustri il bel Troiano  12 
Del mio grave dolor solo io mi doglio  17 
Da questi abissi di miseria sciolto  18 
Del sereno mio Sol la chiara luce  25 

Alla Sig. Duchessa di Mantova.

Di magnanime stille i crini aspersi  29 
Di quel bel volto gli amorosi rài  33 
Di speme ingannatrice io nudrìa ’l core  35 

Al Sig. Duca d’Urbino.

Di magnanimo ardir m’infiamma il core  43 
Disperata mia doglia, disperate  43 
Di beltà, di vertù se’ Clori mia  48 

Al Sig. Duca di Modona.

Discior vorrei da le deserte arene  61 

Al Sig. Paolo Agostino Spinola

Dunque trarrà da le pungenti spine  69 

Al Sig. Ducadi Sora.

Di vago fiumicel le placid’onde  73 
Dive poiche ’l mio Sole ascolta, è brama  74 
Da la bella cagion del pianger mio  104 

All’Arciduca Alberto.

Dopo l’haver di gloriose stille  107 
Dov’è la vita mia, ch’à me non torna  115 
Deh c’ho cercato invano homai tutt’hoggi  132 
Di cari amici in bella schiera accolto  148 
Di lui, che ’n tanti nodi il cor m’avvolse  154 

T     4          Al