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XXVII.


     Amor, perchè m’hai tu lasciato vivo,
Benchè vivo non sia, ch’i’ moro a stento?
Quanto è vago il pensier, dolce il tormento,
E grato il rimembrar, s’io parlo, o scrivo!

     Perchè m’hai tratto fuor, perchè m’hai privo
D’ogni mia gioia, ond’io piango e lamento?
Misero me, che l’acque, i cieli, il vento
Mi son contrari, e a porto non arrivo!

     Ma speranza è fallace, e ’l desir cieco
Volontà sanza fren, che mal ne guida,
Guida sanza ragion, carta di guai.

     Di bene e mal se l’operare hai teco,
Anche servi a signor, che alfin ti sfida,
Ond’io più tuo fedel non sarò mai.