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88 ii - i rimatori lucchesi


XVI

Vuol salire in alto sulla sedia del comando.

Movo di basso e vogli’alto montare,
come l’augel, che va in alto volando;
stendo le braccia, si voglio alto andare,
come la rota in su mi va portando.
Nell’alta sedia mi voglio posare
a tutta gente signoria menando;
nulla persona mei pò contradiare,
che la ventura mi ven seguitando.
In cima della rota .   .   .   .   .   .   .   
.   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   
e a me data la sua signoria.
Ben aggia chi m’ha messo in tale stato,
ch’unque miglior non lo pori’ avere,
ch’aggio tutto lo mondo in balia.

XVII

Loda le bellezze di lei.

Gli vostri occhi ch’e’ m’hanno divisi
li spiriti, che son dentro nel core!
E escon fuor con si grande tremore,
ch’i* ho temenza che non sieno ancisi.
E poco stando, un sospiro si mi si
parte, ch’ahi! mess’ha l’anima in errore,
e ben sembra ne la virtù d’amore
guardando gli atti suoi cosí assisi
Ella è saggia e di tanta beltate,
che qual la vede convene che allora
mova sospiri di pianto d’amore.
Però lo dico chi ha gentil core
che tegna mente si com’ella onora
ciascuna gente, e’ ha in sé nobiltate.