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per le vendite alle quali furono costretti per i molti debiti di cui erano oberati. La gloria di Lepanto era loro costata cara; don Vincenzo Colonna mi diceva, che Marcantonio aveva contribuito a quella guerra per ben un milione, e che d’allora in poi la sua famiglia non si era più riavuta. Fin dal 1622 vendettero gli antichi possedimenti di Colonna e di Zagarolo, e nel 1630 devettero vendere pure Palestrina, la quale fu acquistata dai Barberini. La famiglia venne mano mano decadendo dalla sua antica grandezza; continua però dessa tuttora a sussistere nel ramo di Pagliano, di cui è capo attualmente Giovanni Andrea marito ad Isabella Alvarez di Toledo. Intanto da Roma si era trasportata a Napoli, dove fissarono i Colonna la loro stanza ordinaria. Il maggior numero dei loro feudi giace parimenti nel regno di Napoli, imperocchè Filippo III Colonna mancato ai vivi nel 1818, ne possedeva colà sessantadue, ventisette negli stati della Chiesa, sei in Sicilia, contenenti in complesso oltre cento quarantanove mille vassalli. I feudi nello stato pontificio sono Anticoli, Arnara, Castro, Cave, Ceccano, Collepardo, Falvaterra, Genazzano, Giuliano, Marino, Marolo, Pagliano, Patrica, Piglio, Poli, Ripi, Rocca di Papa, S. Lorenzo, S. Stefano, Sgurgola, Serrone, Supino, Trivigliano, Sonnino, Vallecorsa e Vico.

I feudi erano maggioreschi e la più gran parte dei beni vincolati a fedecomesso, secondo le leggi locali. Il sistema feudale venne abolito nel regno di Napoli nel 1806, in Sicilia nel 1812 e negli stati della Chiesa il maggior numero dei baroni vi rinunciarono nel 1816, seguendo l’esempio dato dai principi Colonna. In Napoli i fedecomessi vennero aboliti, in parte prima nel 1807 e totalmente poi nel 1809. Ma all’epoca della morte di Filippo III, erano in vigore tuttora in Sicilia, dove non vennero aboliti che il 2 agosto 1818, come sono tuttora in vigore nello stato pontificio. La successione pertanto di lui, venne regolata da diverse leggi, e l’asse ereditario diviso in più parti.

Filippo, discendente in linea retta dall’illustre Marcantonio, non lasciò che tre figliuole, Maria maritata a Giulio