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3.° Riguardo alle merci dovrebbe contar maggiormente su quelle d’interno giro che sul commercio estero.

4.° Riguardo al commercio estero dovrebbe contar molte volte più sulle importazioni che sulle esportazioni e ben poco per ora sui transiti;

5.° Che tutto il commercio estero e il transito principalmente, si vedrebbe crescere gradatamente a mano che gli Stati Europei ritornassero dietro l’esempio della Gran Brettagna a quei principj di libera concorrenza dai quali la Svizzera non si dilungò mai, dando cosi solida base alle sue manifatture ed alla sua prosperità.

6.° Che fino a quando la lotta fra i due principj della concorrenza e della protezione terrà nell’incertezza l’industria europea, sarà prudenza stabilire i conti preventivi di imprese itinerarie sulla base immancabile dei consumi interni e della popolazione locale.

7.° Che una bella parte dei destini di quest’impresa s’appoggia alla propagazione di simili opere verso i Golfi di Genova e di Guascogna.

8.° Che la riuscita generale dipende da un congruo concorso di tutti questi introiti parziali.

Dalle quali conclusioni viene per corollario la necessità di comprendere nella nostra linea quel maggior numero di città che compatibilmente si possa.

21.

Ma fra le tante città nostre a quali dovremo dare la preferenza? Sarebbe difficile anzi impossibile il decidere se la scelta toccasse al sentimento e alla genialità; ma qui deve decidere il calcolo dell’interesse.

Il progetto publicato a Venezia e ripublicato a Milano, sembra dettato soprattutto dallo studio astratto dei livelli. Ma per i meno esperti sembra dettato dal timor di mostrare parzialità. Egli con zelo eremitico fugge a dritta e sinistra l’ombra d’ogni civico recinto e appena scorre esitando presso il borgo non so se di Soncino o d’Orzinovi. Del resto, se le cose dette fin qui non