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Sanclem. t. iii p. 182-192 ), venuto in possesso di quel medaglione, si studiò di asserirne l’autenticità; ma poco felicemente, massime in riguardo alla sigla X sovrastante al capo della figura sedente in trono, ch’egli tiene per quella del Salvatore. Fulvio Orsino potè anch’egli prendere abbaglio segnatamente per l’età sua di troppo avanzata, siccome pare accadesse anche all’espertissimo Pellerin riguardo ad un medaglione di Costantino Magno (v. Eckhel t. viii p. 86).

Alle cose da me discorse riguardo al tempo dell’uso del diadema, ed alla particolarità del volto riguardante il cielo, nelle monete di Costantino, forse oppor si potrebbe la seguente moneta, che pare non possa essere posteriore all’anno 326:

Testa diademata riguardante in alto.

)( CRISPVS CAESAR. Vittoria incedente a s. con laurea nella d. e con palma nella s. nell’esergo SIRM. (Bandur. ii p. 217 tab. v et p. 244; Vaillant. t. iii p. 86 ). Aur.

Ma vuolsi avvertire, che non è bene accertato l’anno dell’invenzione della santa Croce, e che S. Elena potè trasmettere a Costantino il diadema gemmato anche prima della morte di Crispo; senza dire che il diadema del sovra descritto aureo, col nome di Crispo Cesare, non è altrimenti gemmato, e perciò diverso da quello trasmesso da S. Elena all’Augusto suo figliuolo. Ancora non è ben certo, che la testa diademata posta nel ritto sia di Costantino Magno, e non anzi di Crispo Cesare. Il Pellerin (Mel. i p. 169 pl. vi, 10) pubblicò pel primo un altro aureo analogo a quello di Crispo, nel cui ritto pare ritratta la testa di Costanzo II Cesare, anzi che quella del padre suo Costantino, ed è come segue:

Testa giovenile diademata volta a d.

)( CONSTANTIVS CAESAR. Vittoria incedente a s. con laurea nella d. e con palma nella s. nell’esergo, TR. Aur.