Pagina:Renazzi - Fra la favola e il romanzo, 1874.djvu/89


— 72 —

all’ospedale collo scopo di sottometterlo a cura regolare ed a rimedi energici. La buona signora ottenne di collocarlo a proprie spese nell’ospedale dei Fate-bene-fratelli e volle pagare a quei Religiosi una somma, sebbene l’ospedale sia gratuito, perchè ella desiderò che fosse curato a parte, e come meglio si potesse.

Ecco dunque una mattina il derelitto Zaccaria dallo star tra i polli in mezzo ad altri piccoli mendicanti, passato in un buon letto in camera separata dell’ospedale. Egli non credeva agli occhi suoi, e si guardava spesso dattorno più stupido che mai. Ma con le cure premurose e continue la sua salute a poco a poco venne a migliorare, e come il ventre diminuiva e la febbre facevasi più rara e fiacca, la sua intelligenza schiarivasi, ed il volto perdeva quella specie di abbrutimento.

In capo a tre mesi può dirsi che Zaccaria stesse bene, ed uscì dallo spedale. Pareva un altro ragazzo. Era sempre di meschina statura, ma le gambe aveano acquistato solidità, le braccia s’erano arrotondate, il ventre era sparito, il capo sembrava meno grosso, il volto meno ebete e la voce somigliava a quella degli altri esseri umani.

La signora, che avea chiamato in suo aiuto qualche benefattore, avealo provveduto delle vesti più necessarie, e, fra le altre, di una tunichetta di cotonina di color turchino solita a indossarsi dagli operai. Ella lo teneva il giorno in sua casa per dar mano a qualche piccolo servigio, lo faceva pranzare coi suoi familiari, e per la notte aveagli fatto accomodare un po’ di letto in una cameretta attigua alla sala d’ingresso. Ed essendo venuta la state, lo inviò