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talune malattie. I medici confermarono quanto egli asseriva.

La salute della diletta consorte troppo stava a cuore a Zaccaria, e, sebbene afflittissimo di lasciar la fabbrica, i compagni, il buon Giorgio e lo zio, decise trasferirsi in quella città con la moglie, ed aprirvi bottega da orefice.

Il clima di Pisa difatti fu così propizio alla giovine Berta che, dopo qualche mese, divenne fiorente e robusta quanto mai, ed in capo a tre anni era già madre di due graziose bambine.

La bottega, o piuttosto il laboratorio di Zaccaria, avea preso gran voga: perchè il giovine, oltre i gioielli di ogni genere, imparati a lavorare in fabbrica, ne eseguiva alcuni altri di stile orientale, i quali per la loro bizzarria ed originalità erano molto ricercati dalle eleganti signore del paese. Così un poco alla volta avea anche migliorato la propria condizione, ed in casa sua vigoriva la salute, era una certa agiatezza e la pace domestica, che sono gli unici veri beni al mondo.

Le bimbe crescevano vispe e gentili. Talvolta la madre le faceva discendere seco nella bottega: stava a sedere in un lato: lasciava che giuocherellassero ai suoi piedi sopra un tappeto, mentre, ricamando per diletto qualche pizzo, scambiava di tempo in tempo alcuna parola col marito intento al proprio lavoro. Talora Zaccaria per riposarsi, si alzava dal banco, si avvicinava alle figlie, coprivale di baci, stringeva la mano alla moglie, e tornava a lavorare, benedicendo Dio per tanto bene.