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Camera dei Deputati — 90 — Senato della Repubblica


ix legislatura — disegni di legge e relazioni — documenti



lo scioglimento del nucleo operativo facente capo al capitano La Bruna; e va a tal proposito sottolineata la svalutazione che il direttore del SID faceva dei risultati investigativi raggiunti sul golpe, come non mancò di esternare all’onorevole Andreotti e all’ammiraglio Henke.

Gli elementi conoscitivi indicati, che non esauriscono di certo una situazione oggetto di una contrastata vicenda glludiziaria, debbono essere a questo punto del discorso inquadrati nell’ambito delle considerazioni alle quali siamo pervenuti analizzando il rapporto tra Gelli ed i Servizi segreti. Il dato relativo all’appartenenza di Licio Gelli a quegli ambienti va considerato alla luce delle successive attività che vedono il Venerabile impegnato a venire in soccorso degli imputati, svolgendo un’azione che si muove significativamente in perfetta sintonia con la documentata inerzia del Direttore del SID. Il minimo che si possa dire è che questi non sembra aver seguito con particolare accanimento le indagini sul Fronte Nazionale, pur avendo avuto contatti diretti con i suoi massimi dirigenti.

Contatti che peraltro egli aveva giustificato proprio con la necessità di acquisire informazioni, nella sua veste di dirigente di apparati informativi. E del pari in tale prospettiva che vanno valutate sia le diffuse convinzioni maturate nell’ambiente golpista sul ruolo di Licio Gelli, quale cerniera di raccordo con gli ambienti militari che il risentimento maturato per il fallimento dell’operazione.

Come si vede, anche muovendo da questa situazione l’analisi ci conduce alla figura di Lido Gelli, al suo ruolo di elemento intrinseco ai Servizi, come del resto riteneva il De Felice, ma soprattutto alla individuazione della Loggia P2 come struttura nella quale ed attraverso la quale si intrecciano rapporti e si stabiliscono collegamenti la cui ortodossia lascia ampi margini di dubbio, anche accedendo alla più benevola delle valutazioni.

Elementi di estremo interesse ai nostri fini emergono poi dalla inchiesta condotta dal giudice Tamburino di Padova sul movimento denominato «Rosa dei Venti», nel quale troviamo la presenza di uomini iscritti al «Raggruppamento Gelli», secondo quanto affermato dall’ispettore Santillo nelle sue note informative. Venivano in tali documenti considerati come appartenenti all’organizzazione gelliana il generale Ricci, Alberto Ambesi e Francesco Donini. L’inchiesta sulla «Rosa dei Venti» si segnala peraltro alla nostra attenzione per due testimonianze raccolte dal giudice patavino che rivestono per noi un sicuro interesse se poste in relazione ad altri elementi conoscitivi emersi nel corso del nostro lavoro.

Va ricordato in primo,luogo che il giornalista Giorgio Zicari ha testimoniato di aver collaborato con l’Arma dei carabinieri e con i Servizi segreti, entrando in contatto nel 1970 con Carlo Fumagalli e Gaetano Orlando, elementi di spicco del gruppo dei MAR, ed ottenendo da costoro informazioni per i detti apparati investigativi. Quando nel 1974 lo Zicari venne riservatamente convocato dal giudice Tamburino, gli accadde di ricevere nel giro di poche ore l'invito ad un colloquio con il generale Palumbo nel oorso del quale l’alto ufficiale ebbe ad esprimersi nei seguenti termini: «... il tema centrale fu che io non dovevo parlare, che poteva succedermi qual-