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Camera dei Deputati — 65 — Senato della Repubblica


ix legislatura — disegni di legge e relazioni — documenti



dei Servizi. L'Ispettorato infatti per ricollegarsi ai trascorsi fascisti del Venerabile ricorre come fonte soltanto alla citazione di alcuni brani di documenti redatti dai massoni democratici. Santillo sostanzialmente centra, nelle tre relazioni, i collegamenti tra Gelli e gli ambienti massonici legati al generale Ghinazzi (comunione di Piazza del Gesù) con l'eversione nera, disegnando una aggiornata mappa della «massoneria nera», e parla per la prima volta di finanziamenti massonici a gruppi dell'estrema destra (golpe Borghese).

L'ispettore Santillo denota, nella sua attività investigativa, un crescente interesse per Licio Gelli, per il quale sin dalla prima nota (1974) afferma « ... la cui Loggia definita anche "Raggruppamento Gelli" potrebbe significare che il gruppo aveva una destinazione di attività diversa da quella specifica della massoneria». Di notevole interesse è infine la terza nota (1976) che verte completamente, con notizie sufficientemente precise e puntuali, su Gelli e sulla Loggia P2 e nella quale è dato tra l'altro leggere: «In occasione della recente campagna elettorale, egli avrebbe inviato ad alcuni "Fratelli ", suoi intimi, un documento propagandistico, decisamente antimarxista, con cui si invita la Democrazia Cristiana ad uscire dalla grave crisi in cui versa il Paese, attuando un vasto piano di riforme: controllo radiotelevisivo, revisione della Costituzione, soppressione dell'immunità parlamentare, riforma dell'ordinamento giudiziario, revisione delle competenze delle Forze dell'Ordine, sospensione, per due anni, dell'azione dei Sindacati e il bloccaggio dei contratti di lavoro». Non è difficile rinvenire in questa informazione gli estremi del piano di rinascita democratica, con elementi che ci orientano a ritenere che il riferimento sia da riportarsi a tale documento o ad un suo estratto o riassunto.

Nelle informative dei Servizi su Gelli, redatte in quegli stessi anni e negli anni successivi, non vi è peraltro traccia delle relazioni Santillo e dovremo attendere il 1979 per sentire nuovamente parlare, in un appunto redatto dalla questura di Arezzo, di finanziamenti massonici all'eversione.

Nel 1974 anche l'Ufficio I della Guardia di Finanza si interessò a Licio Gelli predisponendo nella primavera tre relazioni, alle quali non fu riservata una sorte migliore di quella toccata alle due note del Centro SID di Firenze prima ricordate.

Le indagini sembra che furono avviate su richiesta dell'Ispettorato antiterrorismo di Santillo in relazione a quelle svolte su Lenzi Luigi di Quarrata (P2) , sospetto di traffico di armi e furono affidate dal comandante dell'Ufficio I, colonnello Fiorio, al tenente colonnello Giuseppe Serrentino, al maggiore Antonino De Salvo ed al capitano Luciano Rossi. Il più completo dei tre rapporti è senza dubbio quello del maggiore De Salvo che riferisce delle nuove attività economiche di Gelli e degli incarichi ricoperti in due società: del gruppo Lebole nel settore dell'abbigliamento: la GIOLE e la SOCAM. Circa la posizione politica di Gelli, la qualifica « spiccatamente destrorsa », dopo aver peraltro riferito che il Gelli «in Pistoia sino al 1956 era di orientamento comunista »; il rapporto si dilunga sulle amicizie e sui rapporti politici e con le autorità civili e militari di colui che indica come «un alto espo-