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Camera dei Deputati — 22 — Senato della Repubblica


ix legislatura — disegni di legge e relazioni — documenti



zionale ed i fratelli, per la loro personale situazione, non dovranno essere immessi nella anagrafe del Grande Oriente»1.

A questa prima ristrutturazione doveva seguirne nel giro di un anno una ancor più radicale. Accadeva infatti nel frattempo che il Gelli e la Loggia Propaganda venivano a trovarsi al centro di campagne di stampa di ampia risonanza che mettevano gli ambienti della loggia in contatto con eventi di malavita, quali i sequestri di persona, e con ambienti dichiaratamente di destra. Si vedano al proposito sia le disavventure giudiziarie dell’avvocato Minghelli, compreso nel citato piè di lista ufficiale, arrestato per riciclaggio di denaro proveniente dai sequestri sia gli articoli apparsi su l’Unità e su altri quotidiani che ponevano in relazione Gelli e Saccucci e la lettera di smentita che Gelli invia al quotidiano nel maggio del 1976, dopo essersi fatto rilasciare da Italio Carobbi un terzo certificato di benemerenza partigiana. Gelli e la sua loggia costituiscono sempre più un peso non facilmente tollerabile per una organizzazione come il Grande Oriente, mentre nel contempo possono ormai dirsi ben lontani i tempi dell’assoluta ignoranza e disattenzione presso l’opinione pubblica nei confronti della massoneria e nelle sue vicende organizzative interne.:È: lo stesso Gelli a chiedere allora l’inusitato provvedimento, non contemplato dagli statuti e dalla pratica massonica, della sospensione dei lavori della Loggia P2: la domanda viene accolta (26 luglio 1976) con la concessione della «sospensione dei lavori a tempo indeterminato». Ma la cautela della Gran Maestranza del Grande Oriente va oltre provvedendo ad una più radicale sterilizzazione amministrativa della interessante figura del Gelli al quale viene comminata la sospensione dall’attività massonica per tre anni.

Nell’autunno del 1976 viene infatti incardinato un procedimento massonico a carico di Gelli e di vari altri personaggi per i fatti relativi alla Gran Loggia di Roma tenuta un anno e mezzo prima.

Questa vicenda giudiziaria massonica merita una attenzione particolare, infatti è doveroso ricordare che i processi massonici a carico di Gelli erano due: oltre a quello già citato, era stato instaurato presso il Tribunale del Collegio Circoscrizionale Lazio-Abruzzo un processo massonico per le ormai pubblicamente note e sospettate collusioni tra Loggia P2, eversione nera e anonima sequestri. L’azione del Grande Oriente in tale congiuntura fu quella di avocare presso la Corte centrale superando le vive resistenze dell’organo periferico che gli atti ampiamente documentano questo processo di ben più grave contenuto e di unificarlo a quello relativo alle offese al Gran Maestro; a questo contesto procedimentale vennero altresì annessi i processi relativi ai cosiddetti «massoni democratici», anche in questo caso espropriandone il Collegio Circoscrizionale, dopo una contrastata ulteriore procedura di avocazione.

Il risultato finale di questa complessa operazione fu il seguente:

a) il primo processo a carico di Gelli, relativo a sole vicende massoniche, si concluse con la censura solenne per le offese al Gran

  1. Vedi lettera in data 14 febbraio 1975.