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Camera dei Deputati — 136 — Senato della Repubblica


ix legislatura — disegni di legge e relazioni — documenti



dalla caratteristica di costituire vere e proprie forme di ingerenza e di pressione nella vita dei partiti politici, attraverso contatti instaurati con dirigenti anche di primo piano.

In questa direzione emblematica appare la vicenda che vede un iscritto alla Loggia P2, Giampiero Del Gamba, farsi latore, per conto di Gelli, di un messaggio intimidatorio diretto all’onorevole Piccoli. L’episodio è verosimilmente da porsi in connessione con la presa di posizione pubblicamente assunta dall’onorevole Piccoli il quale alla fine dell’anno 1980 ebbe a denunciare l’esistenza di una congiura massonica; esso testimonia,in modo. eloquente una determinazione di mezzi e tattiche adottate della quale possono essere forniti ulteriori esempi, anche di maggior respiro.

È accertato infatti che vennero esercitate forti pressioni da parte del Salvini — non distinguibile, come abbiamo visto, nel suo operato dal Gelli sotto molti profili — nei confronti del partito repubblicano, in occasione del congresso tenuto a Genova nel 1975. Il Salvini si fece promotore in quell'occasione di riunioni di massoni iscritti a tale partito sostenendo la necessità di formulare una linea di attacco all’onorevole La Malfa in sede congressuale. Le motivazioni dell’operato del Salvini sono verosimilmente da cercare nel ruolo determinante ricoperto dall’esponente repubblicano dell’aumento di capitale della FINAMBRO richiesto dal Sindona. L’episodio genovese costituisce una significativa controprova dei legami tra Gelli e Salvini da un lato, e tra Gelli e Sindona dall’altro, dimostrando. che, alla bisogna, Gelli era in grado di mobilitare a tutela dei suoi interessi e delle sue operazioni non solo l’organizzazione da lui direttamente guidata, ma altresì i vertici del Grande Oriente estendendo, loro tramite e grazie la 1oro connivenza, la propria sfera di influenza ben oltre i limiti propri della loggia.

Altri due episodi di ingerenza nella vita dei partiti sono quelli della scissione del MSI e del tentativo di creazione di un secondo partito cattolico.

L’operazione di scissione del MSI consumata dal gruppo di Democrazia Nazionale sembra si possa collocare nell’ambito delle previsioni politiche formulate nel piano di rinascita democratica, nel quale si fa riferimento ai «democratici della Destra Nazionale». L'operazione fu inizialmente proposta al Presidente del partito, poi uscito dallo stesso nel 1974, onorevole Birindelli, che figura assieme ad altri membri del suo partito rimasti nel MSI dopo la scissione tra gli iscritti alla Loggia P2,e che ha ammesso, in sede di testimonianza giudiziaria, di aver non solo conosciuto il Gelli ma di aver da questi ascoltato discorsi velativi alla opportunità di una «contrapposizione alla linea politica della segreteria per poi arrivare alla scissione, ed eventualmente alla promozione di un ampio gruppo nel quale avrebbero potuto convergere esponenti di altri partiti tra cui liberali ·e DC». Si deve in proposito sottolineare la coincidenza tra tale assunto e il piano di rinascita democratica laddove si afferma: " ...usare gli strumenti finanziari stessi per l’immediata nascita di due movimenti: l’uno ... e l’altro sulla destra