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Camera dei Deputati — 109 — Senato della Repubblica


ix legislatura — disegni di legge e relazioni — documenti



menzionare solo un paese come l’Argentina, di cui Gelli era anche consigliere economico presso l’ambasciata a Roma1.

A questo proposito dagli atti della Commissione sembra potersi derivare come da parte degli organi centrali e periferici del Ministero degli esteri sia stata stesa quasi una cortina protettiva nei confronti di Gelli e delle sue attività all’estero. Tra l’altro, allorché il Ministero degli esteri richiese il 6 marzo 1982 alle nostre rappresentanze diplomatiche, su sollecitazione di questa Commissione, di trasmettere documenti e notizie relativi alla Loggia P2 a Licio Gelli, a Umberto Ortolani e a Francesco Pazienza, l’ambasciata di Buenos Aires, cioè della capitale di un paese dove la presenza di Gelli non poteva essere passata inosservata, rispose in maniera del tutto negativa. Per contro, a parte ogni altra considerazione, da una informativa del SISDE in data 17 febbraio 1982 risulta che Gelli svolgeva attività economiche e finanziarie in Argentina, oltre che in Brasile, in Uruguay e in Paraguay.

Altro ministero importante nel quale va segnalata una penetrante presenza della Loggia P2 è quello dell’interno. Già si è ricordato come molti questori e commissari di Pubblica Sicurezza, oltre ad ufficiali di Polizia, figuravano iscritti alla loggia. Dagli atti e in particolare dall’audizione del dottor Luongo in Commissione si deriva come Gelli ricevesse una particolare protezione da parte della questura di Arezzo: Luongo parla in proposito di una «combutta» all’interno della questura; era quella evidentemente una sede particolarmente importante perché vi si trovavano la residenza di Gelli e uno dei centri della sua attività.

Una particolare menzione richiede, ai fini della penetrazione di cui si parla, la figura di Federico Umberto D’Amato, iscritto alla Loggia P2, la cui presenza emerge in tante vicende della vita italiana in questi anni e che figura in rapporti stretti e costanti con molti degli uomini in qualche modo coinvolti nella storia e nell’attività della loggia, da Roberto Calvi a Francesco Pazienza, da Angelo Rizzoli a Mino Pecorelli, oltre che con Licio Gelli. Informazioni su D’Amato o raccolte dal D’Amato si rinvengono anche presso l’archivio di Gelli di provenienza uruguaiana. Sugli stretti rapporti tra D’Amato e Calvi, fino agli ultimi giorni di vita di quest’ultimo, riferiscono ampiamente i familiari di Calvi.

Gli elementi forniti vanno letti unitamente alla raccomandazione rivolta dal Venerabile Maestro agli affiliati nella già citata «Sintesi delle norme» che delucida sufficientemente il rilievo del proselitismo gelliano: «Al fine di poter conservare la continuità della copertura dei punti di interesse previsti dall’organigramma per i vari settori delle attività pubbliche e private, è necessario che ogni iscritto prima di un suo eventuale avvicendamento, da qualsiasi causa determinato, nella sfera delle sue competenze segnali "la persona che ritenga più idonea e capace a sostituirlo"».

Emerge così dal quadro delineato una attenzione rivolta agli apparati amministrativi che supera qualitativamente la tradizionale

  1. Vedi pago 128.