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CARLO FELICE

PER GRAZIA DI DIO

RE DI SARDEGNA,

DI CIPRO, E DI GERUSALEMME;

DUCA DI SAVOIA, E DI GENOVA;

PRINCIPE DI PIEMONTE,


EC. EC. EC.


Fra i disastri che afflissero cotanto le nostre popolazioni, e che tanta amarezza recarono al cuor nostro, non lasciammo di distinguere la classe de’ faziosi, che, disprezzando i più sacri doveri, rivolsero le armi, o cospirarono nelle tenebre, per rovesciare quel legittimo Governo, che gli aveva quasi tutti in ispecial modo distinti; dal novero di coloro, i quali per soverchia debolezza, o per una colpevole inconsideratezza, sono stati trascinati al delitto.

I danni sofferti da’ nostri popoli, il grido unanime de’ buoni, la sicurezza avvenire, e l’interesse delle vicine nazioni, armano contro i primi il braccio della Giustizia; nè il pubblico bene, nè i doveri nostri permettonci di trattenerlo; ma proviamo il più dolce sollievo al dolor nostro nel secondare verso gli altri i sensi del paterno nostro cuore, e mossi dalla speranza di rimettere colla nostra beneficenza sul sentiero dell’onore questi traviati, vogliamo coprire i loro falli con un generoso perdono.

Epperò col presente di nostra certa scienza, e Regia autorità, avuto il parere del nostro Consiglio, abbiamo determinato, e determiniamo quanto segue.

I. Concediamo pieno indulto e condono delle pene incorse per ogni eccesso che ebbe luogo ne’ nostri Stati per sconvolgere la forma