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e il libro dei prati di chiaravalle 27


Ha rissuscitato morti alla presenza de nostri Ambasciatori, resa la vista a ciechi, a sordi l' udito, è sanato ogni sorte d’infirmità.

Gli popoli l' adorano, Dottori, e quantità di persone scientifiche credono in lui, e chi recusa prestargli fede, vien crudelmente ammazzato.

Gli nostri Ambasciatori per seicento miglia hanno sentito una voce che gridava: preparatevi a ricevere il figliuol di Dio; et molti vogliono ch’egli sia Antechristo, e lo prevedono per il nuovo et vecchio testamento.

Avanti si prestasse fede ad una nuova sì strana, habbiamo mandato la detta relazione ai nostri confratelli di Babilonia di detta Città, i quali ci hanno confirmato l’istesso.

Datto in Torino gli 28 agosto 1653.

Nei fogli 192-201 vengono «Quattro Alfabetti sentendosi, et utili ad ogni stato di persona». Sono consigli morali, eccellenti senza dubbio, ma espressi in gra mi versi endecasillabi rimati a due a due. Dopo quattro versi si muta la tetterà iniziale secondo l’ordini dell’alfabeto, senonchè la lettera A è ripetuta in principio del quinto verso. Come si vede una composizione acrostica sui generis.

I fogli 202-206 recano due «Morali» sulla custodia e il buon uso della lingua, dei quali dò un saggio dandone l’argomento e il principio. Chi volesse leggerli per intero, li cerchi nella testé citata vita di S. Benedetto del P. Sangrini a pag. 159 segg., giacché sono trascritti di là, benché non si dica.

Morale. Argumentum. Qui non offenderti in lingua hic perfecuns est vir. Qui moderatur linguam suam prudentissimus est.»

Lingua licet membrum parva inter membra pusillum
Labile, molle sit, ossa tamen fortissima frangit,
Opprobriis lacerat, sannis deridet amicum.