Pagina:Ratti - La miscellanea di Chiaravalle.djvu/31


e il libro dei prati di chiaravalle 23

di Francia. Tutto questo vi ho voluto dire pet mia giustificatione, e che vediate che per me non è restato di far ogni possibile per aiutare la causa comune, e perchè tanto più si vegga la ingiustitia della Fortuna a separarmi inutilmente dal Marito, e da tutto il mio bene: rispetto che vi deve tanto più far compassionare questa povera e miserabile Vedova, nel cui diluvio delle sue inserenabili passioni, non resta altro arco celeste che il ricordarsi d’esser Madre a Voi, che da vostri spiriti generosi ben si scorge esser degno Figlio a sì gran Padre. E se Dio superiore alla Fortuna vorrà rimettervi nel Trono di lui (che non spero vedere in questi pochi giorni che mi avanzano di vita) lo mostrarete maggiormente. Ma intanto che posso io sfortunata Madre consigliarvi? Le corone di Scotia e Irlanda sono (non ha dubio) ben scale proportionate per portarvi al moderno vostro intiero Regno della Gran Bretagna. Quanto io tema nondimeno sopra la fedeltà dei Scocesi, che a prezzo de puochi danari venderono al Parlamento la vita incomparabile del Re vostro Padre, lo sa il mio afflitto cuore. Se voi vi dichiarate Catholico, come tante volte me lo havete promesso, non ne stimaran essi giusto il titolo? E se non lo fate, con che affetto vi seguirà la Irlanda? Che questa provincia vi debba tradire non lo credo giamai, che chi teme Dio non può essere infedele al suo Principe. Piacesse al Cielo che Arrigo ottavo vostro Avo non havesse appostatato da Dio, che il Regno d’Inghilterra non haverebbe commesso hora così detestabile infedeltà al suo Re, paricidio così esecrabile. Vorrei poter suscitare il Grande Enrico mio Padre, perchè vi facesse una lettione, o mio Figliuolo, del modo con che vi dovete governare con questi Regni. Raccomandatevi però all’Altissimo, che indirizzi le vostre Attioni al fine desiderato, come tutte le hore de i miei puochi giorni saranno con voi, e con l’unirvi con Dio: perchè sono abbatuta e disanimata dal dolore che non mi si riccorda che dirvi d’avantaggio. Non mi fanno già scordare le mie giuste afflitioni i vostri fratelli e quella miserabile Elisabetta che se potessi prima di morire vedere fuori delle mani de traditori, morirei contenta in questa parte almeno. Vi esorto pertanto, cara parte di queste viscere sfortunate, a far ogni sforzo e usare ogni artificio per cavare la innocente vittima del loro furore e vostra degna sorella da Londra; fattelo ve ne prego, ve ne scongiuro per l’anima del Re mio Signore e vostro Padre. Riceverete bene in cambio de consegli clic