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Ora cattiva 461

ORA CATTIVA


Sei tu, sei tu. Batte la pioggia a’ vetri,
     Fra’ platani frondosi urlano i venti,
     Corrono il plumbeo ciel nubi silenti,
     4Stridon gli augelli in dolorosi metri.

Come in ridda infernal gambuti spetri,
     Ballano i miei pensier torvi e frementi;
     Ora in cerca di luce alzansi lenti,
     8Or gavazzan nel fango ispidi e tetri.

Quanto mutata sei! Sozze hai le chiome,
     Bieco lo sguardo, squallido l’aspetto,
     11Come scherno al mio cor suona il tuo nome;

Antro è la stanza tua, bara il tuo letto,
     Un baratro è fra noi, pur, non so come,
     14Io t’amo e piango e mi ti stringo al petto.