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IDEALE

A LINA



È ver: straniero e pazzo ospite in questa
     Gabbia di saggi il piè fugace io volgo;
     L’anima mia, che sol nei sogni è desta,
     Segue un’Idea, che mal comprende il volgo.

Tacito vo tra la loquace e frolla
     Turba e senz’odio a tanti odiosi in mezzo;
     E, perchè m’apra un passo entro a la folla,
     Semino a me dintorno il mio disprezzo.

E corro ove un’occulta ansia mi caccia,
     Che la vita mi strugge e mi ricrea,
     Col piè nell’ombra e con la luce in faccia
     Seguo il fulgor d’una fuggente Idea.