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tazione e di alleanze faticosamente acquistategli dal Montecuccoli; il nome del quale andò allora per le bocche di tutti, come del solo che potesse risollevare le cadenti sorti dell’impero.


Capitolo V

Guerra del 1675


Non pareva che mai dovessero aver termine i disastri della campagna dell’anno 1674, provandosene gli effetti allora altresì che prendevano le truppe i quartieri invernali. Pessime notizie giungevano circa i soldati; e di ciò si chiamava in colpa il Bournonville, il quale a sua volta scriveva temere un ammutinamento della sua gente per manco di paghe e di viveri (Avvisi manoscritti di Vienna nell’archivio estense). Peggio fu quando s’intese che Turenna due volte aveva battuto nell’inverno del nuovo anno 1675 gl’imperiali, ricusando poi restituire quelli tra loro rimasti prigionieri, in cambio di ufficiali francesi. Tornarono a Vienna il Bournonville e lo Spork, e il governo delle truppe più specialmente venne affidato al giovane duca di Lorena. Al tempo medesimo mandavasi al campo l’Hofkirchen a fare inquisizione sui fatti della passata campagna, il mal esito della quale venne poi attribuito nella relazione di lui alle discordie dei generali, e all’aver essi poco atteso all’officio loro; se non che non erano queste le sole cagioni dei passati disordini. Incominciavasi intanto a prevedere che mancherebbe l’aiuto delle truppe dell’elettore di Brandeburg, avendo gli svedesi, mentr’egli svernava in Franconia, invasi gli stati di lui, al soccorso de’ quali non andò egli tuttavia se non in giugno. Temevasi alla corte che la condizion di salute del Montecuccoli potesse distoglierlo dal pensiero di ritornare al campo, e che invece aspirasse all’ufficio di maggiordomo dell’imperatore, che stava per rimaner vacante, e rimase infatti nel feb-