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Sfogossi in Crevalcuore con otto ore di saccheggio (secondo narra lo storico Brusoni) l’intemperanza de’ vincitori, che forse volevano vendicar la sconfitta altra volta colà patita. E di questo parla il Torricelli altresì, e narra di un vecchio decrepito ucciso dai soldati mentre suonava la campana da morto per un’altra vittima loro; e soggiunge che da Navicello furono mandati dragoni a punire que’ facinorosi, “gente così poco discreta, dice un documento archiviale, che pone tutti in pericolo”. E’ però da dire che il medesimo facevano i papalini, grandi spogliatori di chiese; e i veneti rubavano pur essi a quando a quando.

Stava in molta trepidazion d’animo il Panzetti per timore non giungessero soccorsi a’ suoi uomini, disordinati e insufficienti a difender la terra: ne offersero i veneti, mentre pel fortunato evento mandavano congratulazioni al duca; ma non giunsero essi in tempo, essendo d’improvviso piombati sopra quel castello i pontificii comandati da un Cedré de Monpensier. Trovavano essi gli estensi sparsi per le campagne a porle a ruba, pochi soltanto di loro essendo rimasti presso il Panzetti. Si difesero questi arditamente e ributtarono gli assalitori; ma ecco che la cavalleria, pensando che altro non rimanesse a fare, s’avviò alla volta del campo estense per porvi in salvo le prede, neppur dandosi pensiero di chiudere la porta per la quale usciva. Coloro de’ pontificii che erano restati in agguato, ne avvisarono i compagni che si ritiravano; tornarono questi sui passi loro, ed entrarono in Crevalcuore, ove passarono a fil di spada un capitano di corazze e cinquanta soldati essendo gli altri riusciti a fuggire. Restò lor prigioniero il Panzetti, al quale venne poi fatto di fuggire da Bologna ove lo avevan condotto. Diversamente racconta questo riacquisto di Crevalcuore il Brusoni, narrando avere il presidio schiusa la porta ai compagni che tornavano onusti di prede; della qual cosa avvedutisi i nemici, si fecer sopra agli uni e agli altri, e commisti con loro entrarono nella terra . Ecco ora la lettera colla