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processione, una messa solenne, e promise di dare tante libbre di cera lavorata alla Madonna quante ne avrebbe pesate il futuro figliuolino, ma tutto fu inutile. Saveria restava sottile, sottile, elegante nel suo costume dal corsetto giallo e la camicia ricamata, e la casa non veniva ancora rallegrata dagli strilli del sognato bambino nè dalla nenia della mamma accompagnata dal cigolio della culla.

Era una ben triste, triste cosa! Se ne aveva già deposta l’ultima speranza allorchè un giorno un’amica di Saveria venne a trovarla e le disse con profondo mistero, dopo i primi complimenti alla francese1: Non sapete dunque, comare Sabè? Peppe Longu mi ha detto che voi non fate figli perchè...

— Perchè?.. chiese attenta Saveria con gli occhi spalancati.

— Perchè? seguitò l’altra abbassando la voce. Ci scampi Iddio, ma voi lo sapete, Peppe è un mago di prima qualità, così almeno dicono tutti... e lui stesso mi ha detto che è per opera di una sua magia che voi non avete figli.

Liberanosdomine! esclamò Saveria ridendo e facendosi il segno della croce. Come tutte le donnicciuole del villaggio essa era superstiziosa e credeva alle magie, anzi una volta

  1. Per lo più, nel Logudoro meridionale, invece di dire: come siate? si dice: come siete?