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     Ch’era Re d’Alamagna:
E la corona attende,
     Che Dio non la contende.
Che già sotto la Luna
     Non si trova persuna,
Che per gentil legnaggio,
     Nè per alto Barnaggio
Tanto degno ne fusse,
     Com’esto Re Nanfusse.
Et io presi compagna,
     E andai in Ispagna;
E feci l’imbasciata,
     Che mi fue comandata.
E poi senza soggiorno
     Ripresi mio ritorno:
Tanto, che nel paese
     Di terra Navarrese,
Venendo per la calle
     Del pian di Roncisvalle,
Incontra’ uno Scolajo,
     Sor un muletto bajo,
Che venia da Bologna,
     E sanza dir menzogna,
Molto era savio, e prode:
     Ma lascio star le lode,
Che sarebbero assai.
     Io gli pur dimandai
Novelle di Toscana.
     In dolce lingua, e piano
Elli cortesemente
     Mi disse mantenente;
Che’ Guelfi di Fiorenza
     Per mala provvedenza,
E per forza di guerra