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irritati da giusto risentimento, e non trovando chi li protegga, diventano sospettosi, aspri, misantropi? I male segnati non hanno da natura alcuno di quei deplorabili istinti che loro si attribuiscono, la Provvidenza sembra invece che abbia voluto ricompensarli della loro sgraziata conformazione, arricchendoli quasi sempre di sentimenti più vivi e d’una intelligenza più pronta. Ma pur troppo la continua persecuzione che loro si muove, fa ch’essi rivolgano i doni dell’ingegno a difesa ed a vendetta; ond’è che molti di essi, dopo aver cercato cento volle la pietà e la simpatia dei loro simili, finiscono ad addestrarsi nella beffa, nella malignità ed in tutte le sottigliezze dell’amor proprio crudelmente offeso. Provatevi a trattarli con amore e con carità, e vedrete in essi sorgere tenera, affettuosa, incancellabile la riconoscenza e la memoria dei beneficj ricevuti... Vogliate amare tanto più questi esseri quanto è più grave la loro disgrazia; tollerate i loro malumori derivanti dall’avvilimento in cui vivono; persuadete a tutti essere colpa lo scherno là dove debbesi la compassione.»
(Nipote del Vesta Verde, An. 1848).
Vestì sö ü pal che ’l par ü cardinàlVestite un palo, pare un cardinale — Vesti una colonna, la pare una bella donna (Tosc.).


BENEFICENZA, SOCCORRERSI.


A fa del bé a stó mond a s’ gh’à del mal!A fare del bene a questo mondo si ha male! — Questa esclamazione proverbiale ci è strappata dalla ingratitudine, colla quale ci vediamo spesso contracambiati. Diciamo anche:
A fa del bé ai vilà i chiga ’n ma — che è quanto dire: Fate del bene al villano, cioè al malnato, dirà che gli fate del male (Tosc.). Gli Spagnoli dicono: El hacer bien a villanos es echar agua en la mar; e Fénelon: «Obligez les hommes malnés, il ne vous en revient que de la douleur et de la honte.»