Pagina:Prose e poesie (Carrer) II.djvu/167


(165)


Sull’innocente viso
     Scorrean le brune anella;
     Raggianti eran nel riso
     Gli occhi e la bocca bella,
     Che tali più non risero
     48Come in quell’ora a me.

Seco la scala ascesi,
     Nè delle membra il pondo
     Punto gravarmi intesi:
     Era un salir giocondo,
     Come le zolle a premere
     54Di florido sentier.

A sommo giunti: Siedi,
     Diceami; ed io Deh! teco
     Restarne mi concedi,
     Qui teco, sempre. — Oh cieco!
     (L’altra proruppe) immobile
     60Fra noi sorge il Dover.

Ma, ti conforta, ancora 167
     Vedermi t’è concesso;
     Ancor potrai brev’ora
     Sederti a me da presso,
     E favellarmi, e molcere
     66L’acerbo tuo destin. —