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na, perchè non sa credere che vi sia ricompensa della fortuna che possa dirsi corrispondente al suo merito, né sventura bastante a rendere meno illustre chi ha già in sé tante cagioni a rimanere onorato. Una sincerità grande potrebbe sembrare la sincerità di Calpurnia, che sciorina aperta la propria opinione, senza giri di parole, sulla faccia stessa della persona che da quella opinione rimane tocca più da vicino: ma è sincerità lapidea (testicolo d’etico e sangue venoso infiammato che rendono sembianza di pietra di paragone) perchè riesce solo in parole, e quando si viene al fatto, si trova che in Calpurnia la falsità, raffinata bensì, ma è più profonda e solenne che in altre donne, che hanno pur fama di astute e lusinghiere.

Attesa la scoperta del Segato si mantengono intatte negli occhi de’ vivi le sembianze de’ trapassati. Similmente queste virtù o passioni lapidee, propagandosi di padre in figlio, e di figlio in nepote, conservano inalterabilmente la stampa delle opinioni e dei sentimenti medesimi in una famiglia per un numero infinito di generazioni. Il tempo non ci reca mutamento di sorta: trovi nella casa di Sebastiano quella stessa onestà, quella stessa misericordia, quella cortesia stessa che ci aveva al tempo beato del padre, dell’avolo, del bisavolo, e su via finché c’è ricordo di genie. Sono virtù lapidee che si tramandano l’uno all’altro gli eredi, e che tutti custodiscono gelosamente senza il minimo sconcio della dome-