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quando anche avesse avuto sul capo la Trasfigurazione o l’Assunta. Mi domandate in confidenza se quella donna meritava di attrarre a sé così subito, e così pienamente, i pensieri di un uomo che viaggiava e non era più affatto ragazzo? Vi risponderò sinceramente che mia intenzione si è di raccontarvi alla buona le impressioni ricevute da Reginaldario, senza impacciarmi punto della loro ragionevolezza e convenienza cogli oggetti che le risvegliarono. Contentatevi adunque di sapere, giusta o no che si fosse la maraviglia, che Reginaldario rimase sopra ogni credere maravigliato. Il velo, che parte occultava della bella persona, parevagli simile a quella misteriosa incertezza dell’avvenire che alimenta nell’animo de’ giovani tanti desiderii e tante speranze. Ad ogni lieve scossa credeva che dovesse uscirne una rivelazione, al mutar d’ogni piega accorgevasi rimanergli una nuova fibra del cuore non per anco scossa, quando avrebbe pensato che tutte fossero di già state tocche. Se in quel momento la solenne voce dell’organo avesse rimbombato sotto le volte tenebrose e deserte! Se copiose ondate d’incenso,, diffondendosi improvvisamente per l’aria, avessero sembrato avviluppare in vortici odorosi i gemiti delle turbe preganti! Ma nulla accadeva di tutto questo: l’incognita indi a qualche tempo richiuse il suo uffizio, si alzò ed usci per la porta ond’era entrata. Lo sconosciuto parti dal lato opposto.