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riordina come meglio le torna, per dar corpo ed apparenza sensibile a’ suoi liberi concepimenti, o, direm meglio, alle sue visioni. La terra di Canaan, o la Palestina, non era dessa paese da ciò? Che dico la Palestina? Tutto quel lungo tratto d’Africa e di Asia che visitarono i discendenti d’Abramo, sia che per esso peregrinassero, o vi fermassero seggio e tenessero dominazione. Trovi però ricordate le solitudini dell’Arabia, non di tanto infeconde, che tratto tratto non vi grandeggi la palma, e fioriscano il sicomoro ed il terebinto. E l’alta catena delle montagne Nere, tra le quali il Sinai eminente con le vette coronate di nubi, e tutto cinto di misteriosi recessi. La terra di Galilea, ricca di città popolose, assai prossima ai Fenicii, uno dei popoli più considerevoli dell’antichità; e in essa le amene e fertili campagne di Esdrelon, i vigneti del Carmelo, i pascoli di Basan, le valli di Saron. E se parli di fiumi, il regale Giordano e l’Arnone sui confini de’ Filistei, il picciolo Siloe, e l’arenoso Cedrone. Il lago bellissimo di Chineret, e quasi rimpetto a quello, sebben da lungo spazio diviso, come dall’allegrezza la colpa, il bituminoso Mar Morto, che attesta la collera di Dio sempre viva. A chi il Libano non è noto e i suoi cedri giganti? I cedri che sorgono quali araldi o quai sentinelle a guardia del sacro monte; rispettati dal tempo perchè fossero testimonii delle sventure della Giudea come furono delle sue glorie. Chi, dopo i dolci lamenti di Salomone,