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manifesta, e il linguaggio materiale che essa adopera per adattarsi alle corte intelligenze terrene. Non mi è mai accaduto, leggendo le poesie bibliche, d’accorgermi che alle forme il poeta sacrificasse la materia del suo canto, ovvero che il pensiero uscisse modellato a seconda della veste che doveva assumere; all’opposto ho trovato un nuovo genere di composizione tutta propria di questo soggetto. Credo poter tutto ristringere in una parola s’io dico che ogni altro è poeta, e lo scrittore de’ salmi (o scrittori che siano) profeta, ossia quegli

A cui tutti li tempi son presenti.


Io qui non prendo questo augusto titolo di profeta nel significato religioso: siami concesso considerarlo con vista puramente mondana. Un uomo, che si crede inviato espressamente da Dio per annunziare alla sua nazione le cose avvenire, per farsi mediatore tra le colpe degli uomini e la divina pietà, che raccoglie in sè i voti e le speranze d’un popolo, e ne prepara, o predice, che suona lo stesso, i futuri destini; quest’uomo che si arroga tanto potere sullo spirito e sulla carne, è ben altra cosa che un semplice poeta. Del poeta prima cura è servire alle leggi dell’arte che professa, ha sempre sotto gli occhi gli scritti di quelli che lo precedettero, la fama dei quali l’incalza sopra un dato cammino, e la posterità qual giudice inesorabile gli rugge