Pagina:Principali monumenti della città e provincia di Bergamo.djvu/15


7


È questa la più imponente delle quattro porte che danno ingresso all’alta Città, tutta eseguita in marino bianco di Zandobbio, decorata d’ordine Toscano del Vignola, con colonne di diametro metri 1.23. eretta l’anno 1592, nel cui interno eravi un corpo di guardia stato demolito al principio del presente secolo, come pure levossi il ponte levatojo, e le saracinesche cancellate, nonchè la barriera di ferro al principio del ponte che serviva all’antiguardia. II grazioso palazzo fu Vailetti che vedesi poco discosto dalla detta porta, è parto felicissimo dell’architetto Simone Cantoni. La deliziosa vista che si gode da questo ponte, è veramente incantevole. Subito disceso il ponte vedesi a destra la bella Chiesola della Madonna di S. Giacomo, eretta nel 1651. con atrio a colonne joniche; seguitando a discendere si va ad incontrare il popoloso borgo di S. Leonardo nella bassa Città.

Non spiacerà in proposito che si dica essere Bergamo stata una Città fortilizia in ogni tempo come ne fanno testimonianza l’antica, la vecchia, e l’odierna mura affatto dissimili frà di esse pel differente ordine di combattere. Stanca la popolazione di questa Città, e malcontenta la Repubblica Veneta delle continue insurrezioni de’ nemici che di frequente battevano questa via, molestando vieppiù e popoli e provincie soggette alla Veneta potenza, questa risolse l’amplificazione, e la riordinazione di questa piazza col renderla come baloardo principale a difesa dello stato, formandola fortezza inespugnabile, la quale importantissima impresa venne affidata dalla illustre Potenza al proto Ingegnere Architetto Paolo Berlendi di Bergamo, ed incominciossi l’anno 1561. continuando per lo spazio di 27. anni consecutivi, e per le sollecite premure, e pel profondo sapere riscosse sempre il detto Berlendi li più applauditi encomj, come ne faranno testimonianza ai lontani secoli avvenire le quasi eterne traccie di questa formidabile fortezza che può con ragione primeggiare frà li monumenti più giganteschi, e persistenti dell’universo. Quest’opera tanto imponente elevata su d’una corona di sette colli gradatamente salienti con la sua naturale felice posizione pittoresca rende questa alta Città amenissima. Il circuito di dette mura ammonta a metri 4963. e di M. 12. a 15. è l’ordinaria sua altezza, tutta formata a regolari strati di vive grosse pietre rettangolari, e rettifilate alle sue facciate, connesse a cemento con tanta diligenza che a stento può allignarvi qualche arbusto, come fosse un’opera di lusso o di poca vastità, poichè le spaziose fronti sono d’esecuzione la più soddisfacente. Impossibile è l’immaginarsi l’avvolgimento delle contrade, edifici, monti, e roccie state con catastrofe vulcanica atterrati, ed elevati per formarvi l’andamento delle odierne mura di cui hanno parlato tanti autori sempre con grande stima. Duole però che le tante opere maschie sotterranee ed elevate si soffocarono, o si distrussero in questo secolo; come toccò la stessa sorte al marziale Castello sul Monte S. Vigilio dominante la Città, punto da cui si gode la sorprendente immensità delle pianure, e delle vicine Valli.1

Dopo l’ex Veneto governo Bergamo non contò più come fortezza, quindi si convertirono li suoi terrapieni a deliziose vie con viali, sedili, vigneti ecc.


  1. Veggasi il Ragionamento dell’ab. Agostino Salvioni sull’Origine delle antiche, e nuove Fortificazioni di BergamoBergamo 1829 pel Mazzoleni.