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48 il vischio


E tu languivi; e la bellezza e il bene
t’uscìa di mente, nè pulsar più fuori
61gemme sentivi di tra il tuo lichene.

E crebbe e vinse; e tutti i tuoi colori,
tutte le tue soavità, col suco
64de’ tuoi pomi e il profumo de’ tuoi fiori,

sono una perla pallida di muco.


vi


Due anime in te sono, albero. Senti
più la lor pugna, quando mai t’affisi
68nell’ozïoso mormorio dei venti?

Quella che aveva lagrime e sorrisi,
che ti ridea col labbro de’ bocciuoli,
71che ti piangea dai palmiti recisi,

e che d’amore abbrividiva ai voli
d’api villose, già sè stessa ignora.
74Tu vivi l’altra, e sempre più t’involi

da te, fuggendo immobilmente; ed ora
l’ombra straniera è già di te più forte,
77più te. Sei tu, checchè gemmasti allora,

ch’ora distilli il glutine di morte.