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IL LIBRO


i


Sopra il leggìo di quercia è nell’altana,
aperto, il libro. Quella quercia ancora,
3esercitata dalla tramontana,

viveva nella sua selva sonora;
e quel libro era antico. Eccolo: aperto,
6sembra che ascolti il tarlo che lavora.

E sembra ch’uno (donde mai? non, certo,
dal tremulo uscio, cui tentenna il vento
9delle montagne e il vento del deserto,

sorti d’un tratto...) sia venuto, e lento
sfogli — se n’ode il crepitar leggiero —
12le carte. E l’uomo non vedo io: lo sento,

invisibile, là, come il pensiero...


ii


Un uomo è là, che sfoglia dalla prima
carta all’estrema, rapido, e pian piano
16va dall’estrema, a ritrovar la prima.