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10 italia artistica


Nei primi anni del trecento, Niccolò di Piero (il Pela) da Firenze costrusse l’attuale facciata del Duomo parallela all’antica; e nel 1428 Donatello e Michelozzo ebbero l’incarico di costruire il nuovo pergamo. Ma tutto il lavoro non fu compiuto e adattato sul posto che dieci anni dopo. Nell’indugio molto influì il carattere stesso di Donatello, il suo bisogno di denaro non sempre sollecitamente soddisfatto dagli operai del Cingolo pratese, la sua andata a Roma nel 1433. Certo quest’ultimo fatto non fu estraneo alla bellezza organica dell’opera decantata dal Vasari e dal Borghini, alla trasformazione sapiente ottenuta dall’artista negli antichi motivi di bambocciate, allo sfondo di mosaici d’oro su cui i gruppi de’ putti balzano vivi come di tra bagliori di spighe mature e si tengono per mano e s’intrecciano e si snodano in pose tutte diverse, mentre i loro piedi grassocci si sollevano ritmicamente al suono del tamburo e del corno, e nelle loro facce piene e vigorose, più che graziose, il fervore della danza prorompe. Ma non di veri e semplici putti è la ridda: corte ali sono appuntate su le loro scapole.

Donatello comprese e sentì la vigoria dei genietti classici, ma seppe trasformarli