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Segretario, scrivete che il Consiglio «in odio ai reclamanti delibera» che?

L’ultimo monosillabo del signor De Boni era motivato da una osservazione del segretario. Intesi la sua voce, divenuta dolcereccia e untuosa a dire:

— Che il sor sindaco mi compatisca; ma la espressione non s’usa.....

— E cosa si ha da mettere?

— Si scrive «reiette tutte le opposizioni, eccezioni, e deduzioni in contrario delibera ecc... ecc...»

E s’affrettò a soggiungere:

— È poi in sostanza la stessa cosa.

— Uff! sclamò il sindaco, mettete un po’ quel che diavolo volete; l’uno o l’altro sgorbio per me è lo stesso, — fate il vostro mestiere. Noi dicevamo: delibera di mantenere in tutto e per tutto il suo primo deliberato e abilita la Giunta di andare al possesso del terreno detto la Carbonaia e di ridurlo allo scopo... allo scopo... in conclusione allo scopo che abbiamo detto...

— Sopra descritto, suggerì il segretario.

— Bene, avete finito? date qui che firmo subito.

A questo punto vi fu una nuova interruzione. Intesi un mormorio confuso, poi, dopo una pausa, il sindaco a domandare aspramente:

— Che c’è di nuovo? Qualcuno ci trova a ridire?

La voce che aveva parlato per la prima ancora più tremula e più fioca rispose:

— Ma, con buona licenza del sor sindaco, se mi si desse retta a me...

— Fuori, fuori queste ragioni, avete delle altre opposizioni da mettere insieme alle prime? Parlate chiaro.