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88 postvma.

    Io le dissi — fanciulla, Iddio ci sente:
La gran parola in faccia a lui diciamo!
Di’, giovinetta bionda ed innocente,
         40Di’, vuoi tu amarmi? Io t’amo. —

    Ella rispose — come sei gentile!
Stiamo in Sant’Isaia, numero tale,
La porticina in fondo del cortile,
         44Su due rami di scale —

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

    Basta così — Non posso più badarvi,
Care memorie del mio tempo antico:
Ci leggono le mamme e per velarvi
         48Dovrei sfogliare il fico.



    E tacerei — ma tu, Vigna, mi scrivi:
         — Mercutio, a che ti duoli?
Lascia strillare noi bruciati vivi
         52Da questi atroci soli;