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64 il milione

LV (LXVII)

Come il preste Giovanni venne contro a Cinghys Cane.

E quando il preste Giovanni seppe che Cinghys era venuto sopra lui, mossesi con sua gente e venne al piano dov’era Cinghys,1 presso al campo di Cinghys a dieci miglia, e ciascuno si riposò, per essere freschi il dì della battaglia. E l’uno e l’altro istavano nel piano di Tengut (Tanduc). Un giorno fece venire Cinghys suoi astrolagi cristiani e saracini, e comandò loro che gli dicessono chi dovea vincere.2 Gli cristiani feciono venire una canna, e fessorla per mezzo, e dilungarono l’una dall’altra, e l’una missono dalla parte di Cinghys e l’altra dalla parte del presto Giovanni. E missono il nome del presto Giovanni sulla canna dal suo lato e il nome di Cinghys in sull’altra, e dissoro: — Qual canna andrá in sull’altra, quegli sará vincente. — Cinghys Cane disse che questo voleva egli ben vedere, e disse che gliel mostrassero il piú tosto che potessero. Quegli cristiani ebbero lo saltèro, lessoro certi versi e salmi e loro incantamenti: allora la canna ov’era il nome di Cinghys montò sull’altra; e questo vidde ogni uomo che v’era. Quando Cinghys vidde questo, egli ebbe grande allegrezza, perchè vidde gli cristiani veritieri3. Gli saracini astrolagi di queste cose non seppono dire nulla.

  1. Ricc. e messe lo so oste a provo a Chinchis a vinti miglia.
  2. Berl. Pad. Li astrologi (saracini) non li sape dir...; allora li cristiani... tolse una cana, e sfèssela per mezo, e messe tuti do i pezi in tera, uno poco lonzi l’un da l’altro; e a l’uno pezo messe nome Chinchis e a l’altro prete Zane.
  3. Berl. e da quel’ora in avanti feze grando onor ali cristiani.