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Pagina:Polo - Il milione, Laterza, 1912.djvu/59


il milione 45


a loro fede, per amore di loro idoli; e hanno badie e monisteri di loro legge1. Or ci partiamo di qui e andiamo innanzi; perciò che ci converrebbe entrare in India, e noi non vogliamo entrare; perchè a ritornare della nostra via conteremo tutte le cose d’India, per ordine. E perciò ritorneremo a nostre Provincie verso Baudascia ovvero Balauscia (Badascian), perciochè d’altra parte non potremo passare.

XXXVIII (l)

Del grande fiume di Baudascia (Badascian).

Quando l’uomo si parte di Baudascia, si va dodici giornate tra levante e greco su per un fiume, ch’è del fratello del signore di Baudascia, ove ha castella e abitazione assai. La gente è prode; e adorano Malcometto. Di capo di dodici giornate si truova una piccola provincia, e dura tre giornate da ogni parte, e ha nome Voca (Vochan); e adorano Malcometto, e hanno lingua per loro, e sono prodi uomeni2. E sono sottoposti al signore di Baudascia. Egli hanno bestie salvatiche d’ogni fatta, cacciagioni e uccellagioni assai.3 E quando l’uomo va tre giornate

  1. Ricc. Pad. Or lasiamo de questa provinzia, e si non anderemo inanzi; perchè, se nu andessemo inanzi, nu intraravemo in India, et eo no ’nde voglio intrare a questo ponto, perchè al tornar... ve cuytarò tute le cosse.
  2. Berl.* e áno uno conte per signor (che chiamano «Non»). — Cosí almeno interpetra lo Yule l’oscuro passo francese: «Non est seingnor, que vaut a dir en langue franzois cuenz».
  3. Pad. E quando l’omo se parte de quella contrá, el va tre zornate tuta fiá per griego e per montagne, e mòntase tanto, che... dixese el plui alto luogo del mondo.