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26 il milione


agli tre re uno bossolo chiuso, e gli re si mossono per tornare in lor contrade.

XXIII (XXXII-XXXIII)

Delli tre magi.

Quando li tre magi ebbero cavalcate alquante giornate, vollono vedere quello che ’l fanciullo avea loro donato: apersono lo bossolo, e quivi trovarono una pietra, la quale avea loro data Cristo in significanza che stessono fermi nella fede, che avevano cominciata, come pietra. Quando viddero la pietra molto si maravigliâro e gittâro questa pietra in un pozzo. Gittata la pietra nel pozzo, un fuoco discese dal cielo ardente e gittossi in quel pozzo. Quando gli re viddono questa maraviglia, penteronsi di ciò che avevano fatto. E presono di quello fuoco, e portaronne in loro contrada, e puoserlo in una loro chiesa. E tuttavolta lo fanno ardere, e adorano quello fuoco come Iddio; e tutti gli sacrifíci che fanno condiscono di quello fuoco; e quando si spegne, vanno all’originale, che sempre istá acceso; nè mai nollo accenderebbono se non di quello. Perciò adorano lo fuoco quegli di quella contrada. E tutto questo dissono a messer Marco Polo: — Èe veritade. — 1 L’uno de’ re fu di Sabba, l’altro di lava (Ava), l’altro del castello2. Ora vi diremo di molti fatti di Persia e di loro costumi. Sappiate che in Persia hae otto reami: l’uno ha nome Causon (Casvin), lo

  1. Berl. E ancora ve digo che li tre magi l'uno fo...
  2. Manca: dove quelli adorano sempre il fuoco.