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prima]. E sappiate che le navi de’ Magi (Mangi) vi vengono d’istate, e quelle d’altre parti, e caricano1 in tre di o in quattro infino a otto dí, e vannosene il piú tosto che possono, perochè2 non hanno buon porto ove molto potessero istare, per le piagge che vi sono e per lo sabbione. Vero è che le navi de’ Magi3 non temono vento, per le buone áncora del legno che mettono, che a tutte fortune tengono bene lor navi. Egli hanno leoni e altre bestie assai, cacciagioni e uccellagioni assai.4 Partiamoci di qui, e dirovvi di Melibar.
CLX (CLXXXIII)
Del reame di Melibar.
Melibar è un grandissimo reame, ed hanno loro re e loro linguaggio, e non danno trebuto a niuna persona, e sono idolatri. Di questo paese5 si vede piú la tramontana, e d’un altro paese che v’è allato, c’ha nome Cofurat (Gozurat). [Ed] escene bene ogni dì bene cento navi di corsali, che vanno rubando il
- ↑ Berl. in quatro over oto zorni.
- ↑ Berl. lá non è porto, e la induxia sono molto pericolosa, perchè la sono spiaza de sabion.
- ↑ Berl. non dubita de andar a quele splaze como fano le altre.
- ↑ Berl. * Or abiamo dito de sto reame, e però...
- ↑ Berl. Pad. se desparte la stela tramontana, e par che la sia sopra aqua ben doa passa.