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Pagina:Polo - Il milione, Laterza, 1912.djvu/237


il milione 223

un bello palagio, e missevi con lui bene1 trecento donzelle molto belle, che lo servissono. E queste donzelle lo servivano a tavola e in camera, sempre ballando e cantando in grandi sollazzi, si come il re avea loro comandato.2 Costui istava fermo; e per questo non si mutava a veruna cosa di peccato, e molto faceva buona vita secondo loro usanza. Ora era tanto tempo istato in casa che non avea veduto mai niuno morto nè alcuno malato; e il padre volle un die cavalcare per la terra con questo suo figliuolo. E cavalcando lo re e il figliuolo, ebbono veduto uno uomo morto [che si portava a sotterrare ed avea molte gente dietro]. E il giovane disse al padre: — Che fatto è questo? — E il padre disse: — Figliuolo, èe uno uomo morto. — E quegli isbigottie tutto e disse al padre: — Or moiono gli uomeni tutti? — E il padre gli disse: — Figliuolo, sì. — E il giovane non disse piú nulla e rimase tutto pensoso3. Andando un poco piú innanzi, e que’ trovarono un vecchio che non poteva andare, ed era sì vecchio ch’avea perduti i denti. E questo giovane si ritornò al palagio, e disse che non volea piue istare in questo misero mondo, da che gli conveniva morire o di vivere sì vecchio che gli facesse bisogno l’aiuto altrui; ma disse che voleva cercare quello che mai non moriva nè non invecchiava, e colui che lo avea creato e fatto, ed a lui servire. E incontanente si parti di questo palagio, e andonne4 in su questa alta montagna, ch’è molto divisata dall’altre, e quivi dimorò poscia tutta la vita sua molto onestamente: che per certo, s’egli fosse istato cristiano battezzato, egli sarebbe istato un gran santo5 appo Dio. E in poco tempo costui si morio, e fu recato dinanzi dal padre. Lo re, quando il vidde, fue il piú tristo uomo che mai fosse al mondo; e immantanente fece fare una istatua tutta d’oro a sua similitudine, ornata di pietre preziose, e mandò per tutte

  1. Fr. trente mille.
  2. Berl. E tanto non potèno far quele donzele ch’el fiol del re se dechinasse ala lussuria; ma lo stete continuamente fermo e casto. E questo donzelo non insí mai del palazo, e mai non (avea veduto)... che non fusse san di menbri: ni el padre non lasava andar algun vechio da lui. Or adevene che una volta questo, damixelo, cavalcando per la zitade, vete uno morto; e ziò meraveiandose, disseno a quelli che iera apresso lui: — Che cosa sono questa? — E quelli disse ch’el iera... Disse el fiol del re: — Adonca muor...
  3. Berl. * e cavalcò inanzi...
  4. Berl. in uno monte molto grande e lutano, e lá stete...
  5. Berl. aprèsso el nostro Signor Iesu Cristo. E quando el morí, ei fo portado al re...