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Pagina:Polo - Il milione, Laterza, 1912.djvu/228

214 il milione

ancora ne truovano che1 queste aguglie sí ne beccano di questi diamanti colla carne insieme, e gli uomeni vanno la mattina al nidio dell’aguglia, e trovano coll’uscita loro di questi diamanti. Sì che cosí si truovano i diamanti per questi modi, nè in luogo del mondo non se ne truova di questi diamanti se non in questo reame. E non crediate che gli buoni diamanti si rechino di qua tra gli cristiani; anzi si portano al Gran Cane ed agli altri re e baroni di quelle contrade che hanno lo gran tesoro. E sappiate che in questa contrada si fa il migliore bucherame, e il piú sottile che nel mondo si facci, e il piú caro2. Egli hanno bestie assai, e hanno i maggiori montoni del mondo, ed hanno grande abondanza d’ogni cosa da vivere. Ora udirete3 del corpo di messer santo Tommaso apostolo e dove egli è.

  1. Berl. quando le aquile à manzato le carne le quale ve ò dito, le manzano talvolte di diamanti; e i omeni vano dove la note quelle se possa (Fr. fait son retour), e zercano lo so sterco, e trovano molti diamanti.
  2. Berl. * e pare tale de Rens; e ’l non è re nè raina al mondo che, per la beleza, de queli non se podesse vestir.
  3. Berl. del luogo dove sono el corpo..