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Pagina:Polo - Il milione, Laterza, 1912.djvu/222

208 il milione

v’hae una cotale usanza: che del tesoro che lascia il re al figliuolo maggiore1 mai non ne tocca, che dice che nol vuole mancare quello che gli lasciò il suo padre, anzi il vuole accrescere. E ciascuno l’accresce; e l’uno il lascia all’altro, e per ciò è questo re cosí ricco. Ancora vi dico che in questo reame non vi nascono cavagli, e perciò tutta la rendita loro consumano pure in cavagli. E dirovvi come i mercatanti di Quisai (Quis) e di Far (Dofar) (e di Hormes) e di Ser (Soer) e di Dan (Aden)2 (queste provincie hanno molti cavagli), e questi mercatanti empiono le navi di questi cavagli, e portangli a questi cinque re che sono frategli, e vendono l’uno bene cinquecento saggi d’oro, che vagliono piue di cento marchi d’ariento. E questo re ne compera ogni anno duemila o piú, e i fratelli altrettanti. Di capo dell’anno tutti son morti, perchè non v’ha maniscalco veruno, sí che non gli sanno governare; e questi mercatanti non ve ne menano veruno, perciochè vogliono prima che tutti questi cavagli muoiano, per guadagnare. Ancora v’ha cotale usanza: quando alcuno uomo hae fatto malificio veruno, ch’egli debbia perdere la persona, e quel cotale uomo dice che si vuole uccidere egli stesso per amore e per onore di cotale idolo; e il re gli dice che bene gli piace. Allotta gli parenti e gli amici di questo cotale malfattore lo pigliano e pongonlo in su una carretta; e dánnogli bene dodici coltella, e portanlo per tutta la terra, e vanno dicendo: — Questo cotale prode uomo — [dicendo ad alta bocie] — egli si va ad uccidere egli medesimo per amore del cotale idolo. — E quando sono al luogo ove si de’ fare la giustizia, colui che dee morire piglia un coltello, e grida ad alta bocie: — Io muoro per amore di cotale idolo. — Quando hae detto questo, egli si fiede del coltello per mezzo il braccio, e poi piglia l’altro e dássi nell’altro braccio, e

  1. Berl. i fioli i qual suzedeno non toca alguna cossa de quello, e dixeno: — Io ò tuto el reame e la zente de mio padre; io me posso ben precurar comò el fa’ lui. — E per questo modo i non toca el so tesoro che i àno.
  2. La parentesi è nel testo.