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Pagina:Polo - Il milione, Laterza, 1912.djvu/172

158 il milione

che erano bene centomila cavalieri e molti pedoni. Qui si fu la battaglia grandissima: il traditore fue morto e molti altri; e tutti coloro della terra ch’erano colpevoli il Gran Cane1 gli fece uccidere, e a tutti gli altri perdonò. Or ci partiamo di qui, e dirovvi d’un’altra cittá ch’è verso mezzodí, c’ha nome Signi.

CXVI (cxxxv)

Della cittá c’ha nome Signi (Singiu-matu).

E quando l’uomo si parte di Codifu (Tadinfu), l’uomo va tre giornate verso mezzodie, tuttavia trovando cittá e castella assai, e cacciagioni e uccelli assai: e d’ogni cosa ha grande abbondanza. E da capo delle tre giornate si truova la cittá di Signi (Singiu-matu), ch’è molto grande e bella e di gran mercatanzia e d’arti assai; e sono idoli e sono al Gran Cane: la loro moneta èe di carte. E sí vi dico ch’egli hanno un fiume, ond’egli hanno gran prode; e dirovvi come gli uomeni della contrada hanno fatto questo fiume2 che viene verso mezzodí. Egli l’hanno partito in due parti: l’una parte va verso levante, e va ai Magi (Mangi); l’altra verso il ponente, verso lo Cattai, E dicovi che questa terra ha sí gran novero di navi, che quest’è maraviglia, e non sono giá gran navi. E con queste

  1. Berl. feze zercar tuti..., e tuti fono morti crudelmente, e a tuti i altri fo perdonado: li qual dapuò fo fedeli continuamente.
  2. Berl. Questo fiume vien de verso mezodí in fina a questa zitade; ma i omeni de questa zitade fano de questo fiume do parte; una vano verso...