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Pagina:Polo - Il milione, Laterza, 1912.djvu/145


il milione 131


sì vi dico che quelle case sono di legno, che la sera si disfanno e la mattina si rifanno.1 E quivi è lo camarlingo del gran sire, che riceve lo diritto della mercatanzia che si vende in su quel ponte; e sì vi dico che il diritto di quel ponte vale l’anno bene mille bisanti di oro. La gente è tutta ad idoli. Di questa cittá si parte l’uomo, e cavalca bene per piano e per valli cinque giornate, trovando cittá e castella assai. L’uomeni vivono del frutto della terra, e v’ha bestie salvatiche assai, come s’è lioni e orsi e altre bestie: quivi si fa bel zendado e drappi [dorati] assai. Egli sono di Sindu. Quando l’uomo è ito queste cinque giornate ch’io v’ho contate, l’uomo truova una provincia molto guasta e’ ha nome Tebet; e noi ne diremo di sotto.

  1. Berl. Ed ezian in quel luogo sono el «comerchio» del gran signor, che xe el dreto de la mercadanzia. — Fr. hi est le «coviereqe» dou grant sire, ce est celz qe recevent la rente dou singnor, ce est le droit de la mercandie qe desus le pont se vendent. — Pauthier: le couvert (si veda in fine il Glossario).