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Pagina:Polo - Il milione, Laterza, 1912.djvu/130

116 il milione

al loro comandamento. Allora v’ha cosí belli palagi com’io v’ho contato di sopra, ove albergano messaggi cosí riccamente com’io v’ho contato di sopra; e per questa maniera si va per tutte le Provincie del gran sire. E quando gli messaggi vanno per alcuno luogo disabitato, lo Gran Cane hae fatte fare queste poste piue alla lungi a trentacinque miglia o a quaranta. E in questa maniera vanno gli messaggi del gran sire per tutte le Provincie, e hanno albergherie e cavalli apparecchiati, come voi avete udito, a ogni giornata. E questo è la maggiore grandezza che avesse mai niuno imperadore, nè che aver potesse niuno altro uomo terreno; che sappiate veramente che piue di duecentomila di cavalli istanno a queste poste, pur per questi messaggi. Ancora gli palagi sono piú di diecimila, che sono cosí forniti di ricchi arnesi com’io v’ho contato; e questa è cosa di sì gran valuta e sì maravigliosa, che non si potrebbe iscrivere nè contare.1 Ancora vi dirò un’altra bella cosa. Egli è vero che tra l’una posta e l’altra è ordinato tra ogni tre miglia una villa, dov’ha bene quaranta case d’uomeni appiede, che fanno ancora queste messaggerie del gran sire. E dirovvi com’egliono portano una gran cintura piena di sonagli attorno attorno, che s’odono bene dalla lunga. E questi messaggi vanno a gran galoppo, e non vanno se non tre miglie. E gli altri che dimorano in capo delle tre miglia, quando odono questi sonagli, che si odono bene dalla lunga, ed egli istanno tuttavia apparecchiati, e corre contra colui, e pigliano questa cosa che colui porta, ed è una piccola carta, che gli dona quel messaggio; e mettesi correndo, e va infíno alle tre miglia, e fa cosí come ha fatto quell’altro. E si vi dico che ’l gran sire ha novelle per uomini a piede, in un dì e in una notte, bene dieci giornate dalla lunga; e in due dì e in due notte, bene di venti

  1. Berl. E ancora son una cosa a dire, la quale partien ala nostra materia, zoè che...