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Pagina:Polo - Il milione, Laterza, 1912.djvu/128

114 il milione

LXXXII (XCVII)

Degli dodici baroni che sono sopra ordinare tutte le cose del Gran Cane.

Or sappiate veramente che ’l gran sire ha dodici baroni con lui, grandissimi; e quelli sono sopra tutte le cose che bisognano a trentaquattro provincie. E dirovvi loro maniera e loro ordinamenti. E prima vi dico che questi dodici baroni istanno in un palagio dentro a Camblau (Cambaluc): èe molto bello e grande, e ha molte sale e molte magioni e camere. E1 in ciascuna provincia hae uno proccuratore e molti iscrittori in quel palagio, e ciascuno il suo palagio per sè; e questi proccuratori e questi iscrivani fanno tutte quelle cose che fanno bisogno a quelle provincie a cui egli sono deputati; e questo fanno per lo comandamento de’ dodici baroni. E hanno tale signoria, com’io vi dirò: ch’egli alleggono tutti gli signori di quelle provincie ch’io v’ho detto di sopra; e quando egli hanno chiamato quelli che a lor paiono, e gli migliori, egliono il dicono al Gran Cane, e egli gli conferma e fagli cotali tavole d’oro, come a sua signoria si conviene. Ancora questi dodici baroni fanno andare l’oste ove si conviene, e del modo, e della quantitá, e d’ogni cosa, secondo la volontá del signore. E com’io vi dico di queste due cose, cosí vi dico di tutte le altre che bisognano a quelle provincie.2 E questa si chiama la «corte maggiore» che sia nella corte del Gran Cane, peroch’egli hanno grande podere di fare bene a cui egliono vogliono. Le Provincie3 non vi conto per nome, peroch’io le vi conterò per

  1. Pad. ano... per cadauna provinzia uno zudexe.
  2. Berl. Pad. E questi sono apellati in la so lengua «scieng», che vuol dir «la corte mazor»; e non ano algun cavo sovra, se non el Gran Can: el palazo dove i demorano altrosi è apellato «scieng».
  3. Berl. no ve dirò mò al presente.