Apri il menu principale

Pagina:Polo - Il milione, Laterza, 1912.djvu/121


il milione 107


è dentro coperta a drappi d’oro battuto, e di fuori è coperta di cuoia di leoni. Lo gran sire tiene tuttavia quivi entro dodici girfalchi de’ migliori ch’egli abbia; e quivi dimora piú baroni a suo sollazzo e a sua compagnia. E quando il gran sire va in questa gabbia, e gli cavalieri che cavalcano presso a questa camera dicono al signore: — Sire, grue passano; — ed egli allora fae iscoprire la camera, e prende di quegli girfalchi e lasciagli andare a quegli grue. E poche gliene campano che non sieno prese; e tuttavia il gran sire dimora in sul letto, e ciò gli è ben gran sollazzo e diletto; e tutti gli altri cavalieri cavalcano attorno al signore. E sappiate che non è niuno signore al mondo, che tanto sollazzo in questo mondo potesse avere, nè che avesse il podere d’averlo, nè fu, nè mai sará, per quello ch’io creda. E quando egli è tanto andato, ch’egli è venuto ad un luogo ch’è chiamato Tarcarmodu (Caciar Modun), quivi fa tendere suoi padiglioni e tende — e di suoi figliuoli e di suoi baroni e di sue amiche, che sono piú di diecimila — molto belli e ricchi; e diviserovvi com’è fatto il suo padiglione. La sua tenda, ov’egli tiene la sua corte, ed è sí grande che bene vi stanno sotto mille cavalieri, e questa tenda ha la porta verso mezzodie, e in questa sala dimorano i baroni e altra gente. Un’altra tenda è che si tiene con questa, ed è verso il ponente, e in questa dimora lo signore. E quando egli vuole parlare ad alcuno, egli lo fa andare lá entro; e dirieto della gran sala è una camera ove dorme il signore. Ancora v’hae altre tende, ma non si tengono colla gran tenda. E sappiate che le due sale, ch’io v’ho contate, e la camera sono fatte com’io vi conterò. Ciascuna sala hae quattro colonne di legno di spezie1 molto belle: di fuori sono coperte di cuoia di leoni, sí che acqua nè altra cosa non vi passa dallato; dentro sono tutte di pelle d’armine e di

  1. Pad. molto ben lavorade. Et eno tuti questi cuori vergati bianchi, vermegli e negri. E sono molto ben conzi in su le tende: vento nè pioza non li può noxer.