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Pagina:Polo - Il milione, Laterza, 1912.djvu/107


il milione 93


Nella faccia verso mezzodie hae cinque porti,1 nell’altra pure una. E in mezzo di questo muro èe il palagio del Gran Cane, ch ’è fatto com’io vi conterò. Egli è il maggiore che mai fu veduto; egli non v’ha palco, ma2 lo ispazzo èe alto piú che l’altra terra bene dieci palmi; la copritura è molto altissima. Le mura delle sale e delle camere sono tutte coperte d’oro e d’ariento;3 havvi iscolpite [belle istorie di donne], di cavalieri, e d’uccelli e di bestie e di molte altre belle cose; e la copritura èe altresí fatta che non vi si può vedere altro che oro e ariento4. La sala è sí lunga e sí larga, che bene vi mangiano seimila persone; e havvi tante camere5 ch’è una maraviglia a credere. La copritura di sopra [cioè di fuori], è vermiglia e bioda e verde e di tutti altri colori, ed è sí bene invernicata che luce come [oro o] cristallo, sí che molto dalla lunge si vede lucere lo palagio. La copritura è6 molto ferma. Tra l’uno muro e l’altro dentro a quello ch’io v’ho contato di sopra havvi begli prati e albori, e havvi molte maniere di bestie salvatiche: cioè cervi bianchi, cavriuoli e dani, le bestie che fanno il moscado, vai [e ermellini] e altre belle bestie. La terra dentro di questo giardino è tutta piena dentro di queste bestie, salvo la via donde gli uomeni entrano; e dalla parte verso il maestro hae uno lago molto grande, ove hae molte generazioni di pesci. E si vi dico che un gran fiume v’entra e esce, ed èe si ordinato che niuno pesce ne puote uscire: e havvi fatto mettere molte ingenerazioni di pesci in questo lago; e questo è con rete7 di ferro.

Anche vi dico che verso tramontana, da lungi dal palagio8 una arcata, ha fatto fare un monte, ch’è alto bene cento passi e gira bene un miglio; lo quale monte è pieno d’albori tutto quanto, che di niuno tempo perdono foglie, ma sempre son

  1. Pad. (in) zascadun altro lado.
  2. Pad. lo padimento.
  3. Berl. sono depento lioni e dragoni, oseli, bestie e cavalieri e...
  4. Pad. * e penture.
  5. Berl. * si ben fate ch’el non saria mai omo che le podesse si ben
  6. Pad. * e quando el vuol de quel pesse, si n’á a soa volontá.
  7. Pad. Berl. de fero e de rame, si ch’el pesse non puoi ordenare.
  8. Berl. tanto ben fato ch’el durerá (molti) ani.