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Pagina:Polo - Il milione, Laterza, 1912.djvu/106

92 il milione

e di suoi figliuoli: ora vi diviserò com’egli tiene sua corte, e sua maniera.

LXXI (LXXXIV)

Del palagio del Gran Cane.

Sappiate veramente che ’l Gran Cane dimora nella mastra cittá, ch’è chiamata Comblau (Cambaluc), tre mesi dell’anno, cioè dicembre, gennaio e febbraio. E in questa cittá ha suo grande palagio: ed io vi diviserò com’egli è fatto. Lo palagio è di muro1 quadro, per ogni verso un miglio. E in su ciascuno canto di questo palagio è uno molto bel palagio, e quivi si tiene tutti gli arnesi del Gran Cane, cioè archi, turcassi e selle e freni,2 corde e tende, e tutto ciò che bisogna ad oste e a guerra. E ancora tra questi palagi hae quattro palagi in questo cercòvito: sí che in questo muro attorno attorno sono otto palagi, e tutti sono pieni d’arnesi, e in ciascuno ha pur d’una cosa3. E in questo muro, verso la faccia del mezzodí, hae cinque porte, e nel mezzo è una grandissima porta, che non s’apre mai nè chiude se non quando il Gran Cane [vi passa, cioè] entra e esce. E dal lato a questa porta ne sono due piccole, da ogni lato una, onde entra tutta l’altra gente. Dall’altro lato n’hae un’altra grande, perla quale entra comunemente tutta l’altra gente, [cioè ogni uomo]. E dentro a questo muro hae un altro muro: e attorno attorno hae otto palagi, come nel primaio, e cosí son fatti; ancora vi stae gli arnesi del Gran Cane.

  1. Pad. Berl. ed è quadro, e per zascadun quadro el è longo uno meglio, si ch’el volze quatro miglia. Ed è molto groso muro e alto diexe passa; e li merli sono tuti bianchi (Pal. e tuto scialbato de fuori bianco e vermiglio).
  2. Pad. corde de archi.
  3. Pad. * sí che in quello che è archi non è altro, e in quello che l’è sele...