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48 le selve

E a stancare le fiere agili in corsa,80
I torrenti a guadare, a saltar fossi
Celeremente, a colpi di bipenne
L’annosa quercia ad atterrare, e, a viva
Forza a strappare la sua preda al lupo,
E a caricar di grave fascio il dorso85
Ed a trattar con incallita mano
Il grave, malagevole rastello,
E sotto il giogo il reluttante collo
A governar col braccio domatore
Del cornigero toro; e gli orsi irati90
Ad affrontar. Da ciò la vigoria
E la snellezza insinuasi negli arti;
E nell’ampio torace una gran forza;
Alimentano i muscoli gagliardi
La virtùFonte/commento: norm. delle membra, ed ogni fibra95
Con veemenza rigida si tende;
Onde l’alta figura, onde sul volto




Et lassare feras cursu, et superare natatu
Torrentem, et volucri fossam tramittere saltu,55
Et quercum annosam ferro obturbnre bipenni;
Tum praedam extorquere lupo, fascique maligno
Subjecisse humeros, et iniqui pondera rastri
Praedura tractare manu, et domitore lacerto
Sub juga cornigeri colla obluctantia tauri60
Ducere, et iratis concurrere cominus ursis.
Hinc agilis subit ora vigor, robustaque magno
Pectore vis habitat, fortesque animosa tuentur
Membra tori, et crudo tendunt se robore nervi;
Hinc facies procera, hinc fronti martius horror.65