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fortatore. Quando Aubrey si riebbe dal suo delirio, fu sorpreso ed inorridito alla vista d’un uomo, le di cui sembianze risvegliavano nella sua mente l’immagine d’un Vampiro: ma Lord Rutwen usando le più gentili espressioni, e mostrandosi quasi dolente della malvagità che avea cagionato la loro separazione, e più di tutto colle attenzioni e colle cure affettuose che gli prodigava, lo riconciliò alla sua presenza. Diffatti ei sembrava del tutto cangiato, ed agli sguardi stessi di Aubrey più non appariva quell’essere misterioso, che avea eccitato cotanto la sua ammirazione. Ma com’egli cominciò a percorrere rapidamente la convalescenza, Lord Rutwen ritornò gradatamente ad assumere il consueto sembiante, ed Aubrey lo scorse sovente fissare immobili i di lui sguardi ne’ suoi, mentre gli errava sul labbro un sorriso di maligna esultanza; e benchè ne ignorasse la cagione, pure sentiasi atterrito da quel sogghigno. Durante l’ultimo periodo della convalescenza di Aubrey, Lord Rutwen, cercando d’evitare l’incontro d’ogni mortale, sembrava solo inteso ad esplorare le tranquille onde increspate da freschi venticelli, e nel perseguire il corso di quelle sfere, che ruota-